Cosa leggere in questo periodo? Che siate in città oppure in vacanza, ecco il suggerimento della nostra rubrica “Buona lettura”: un libro che è un affascinante excursus fra i meccanismi che stanno alla base del mentire.
“La mente di Pinocchio”: un libro per conoscere e riconoscere le bugie
Per quale motivo a volte diciamo una bugia? Quali meccanismi innesca la nostra mente e quali aree del cervello sono implicate nel formulare una menzogna? Quali sono i processi sottostanti alla produzione di una frottola? Quali sono le tecniche per distinguere se siamo di fronte a un bugiardo o meno? E che cos’è un patto di sospensione dell’incredulità?
Gianfranco Denes, neuropsicologo e neurolinguista, docente presso le Università di Padova e Venezia, in questo libro ci spiega tutti i segreti del mentire, rispondendo a tutte queste domande.

Si tratta di un piccolo saggio, scritto per psicologi e neurologi. Ma è adatto anche a un pubblico non specifico, interessato ai meccanismi di produzione e distruzione di una menzogna e ai processi che ci inducono a credere o a diffidare.
Tutti i tipi e i perché delle bugie che diciamo
Come spiega Denes nel suo testo, “raccontare una bugia non è una cosa semplice. Impone la soppressione temporanea della risposta vera e la formulazione di una nuova risposta, che sia credibile per l’interlocutore”.

Dunque, raccontare bugie è un’operazione costosa: in termini di energie e anche dal punto di vista psicologico o sociale. Malgrado questo sforzo, ammettiamolo: ognuno di noi, per qualche motivo, ha fatto ricorso a una menzogna. Perché abbiamo mentito?
In genere, spiega l’autore, raccontare una bugia è una strategia adottata per portare vantaggio a se stessi o per salvarsi.
Spesso sono contesti psicologici, ambientali o culturali che ci rendono più propesi alle bugie. Talvolta, invece, una menzogna può portare vantaggio anche agli altri: è il caso delle bugie bianche pronunciate per preservare qualcun altro o delle bugie pietose, in cui si nega la verità per evitare un dolore inutile al nostro interlocutore.
Ci sono anche casi patologici in cui una persona formula bugie in modo seriale o si autoinganna. Quest’ultimo caso è quello che trova applicazione, ad esempio, nella sindrome di Münchausen in cui una persona è convinta di manifestare sintomi di varie malattie quando nella realtà non è per nulla ammalata.
Nel suo libro Gianfranco Denes dedica anche alcuni capitoli proprio alla scoperta dei diversi tipi di bugie e inganni, elencandone le caratteristiche e fornendo numerosi esempi per facilitarne la comprensione.
Vi piace l’idea di saperne di più? Non dite bugie… Se sì, buona lettura!