CALDO: CONVIVERE CON IL PARKINSON D’ESTATE, I CONSIGLI DEI NEUROLOGI

Per chi deve convivere con una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale come il Parkinson, il caldo estivo rappresenta un disagio più grande rispetto alla maggior parte delle persone.  Ecco alcuni consigli per affrontare meglio il periodo estivo.

Parkinson, dagli esperti i consigli per l’estate 

Sulla base di quanto suggerito dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) e dall’Accademia LIMPE DisMov, vi riportiamo alcuni consigli per affrontare meglio il periodo estivo, contrastando il più possibile alcuni eventuali disturbi che possono insorgere a causa delle alte temperature e dagli alti tassi di umidità nell’aria.

Come combattere la stanchezza

Con il caldo aumenta la sensazione di stanchezza. Le cause? Sono molteplici: la malattia stessa (gli sforzi per gestire i sintomi, le variazioni chimiche nel cervello e altri fattori determinati da ogni singola specificità), il sonno disturbato, la depressione e l’ipotensione che in estate possono accentuarsi, a volte anche i farmaci.

Il consiglio è dedicare il tempo necessario a svolgere le varie attività quotidiane, imparando a riconoscere e sfruttare i momenti in cui i farmaci sono più efficaci e ci si sente meno stanchi

È importante anche fare in modo che la dieta dia un apporto energetico bilanciato in modo da evitare episodi di stitichezza (causa a sua volta di affaticamento), ed effettuare un regolare esercizio fisico per mantenere la tonicità dei muscoli.

Cosa mangiare

La dieta non deve essere restrittiva, ma bilanciata e variata nella scelta degli alimenti, anche nei modi di cottura. La prima regola della corretta alimentazione è quella della varietà dei cibi e delle ricette per la preparazione dei pasti.

La composizione ideale della dieta bilanciata dovrebbe essere la seguente: la maggior parte dell’energia (55-58%) dovrebbe provenire dai carboidrati (cereali e loro derivati), una quota del 25-30% dai grassi e il 12-15 % dalle proteine.

Bere tanta-tanta-tanta acqua

Il consiglio degli esperti è bere almeno 2-3 litri d’acqua nell’arco della giornata. Questa quantità va aumentata in caso di sudorazione abbondante; si può bere l’acqua sia a pasto che fuori pasto.

Una buona occasione per idratarsi sistematicamente è bere un bicchiere d’acqua ogni volta che si assumono i farmaci prescritti dal neurologo. 

È preferibile consumare non più di 1-2 bicchieri al giorno di vino, privilegiando il bianco fresco, mentre i superalcolici andrebbero ridotti o, ancora meglio, eliminati del tutto. Sì a caffè e thé.

FARE REGOLARMENTE DELLE PASSEGGIATE

Dedicare uno o più momenti della giornata all’attività fisica all’aria aperta è molto importante, anche d’estate. Delle passeggiate di lunghezza relativa alle proprie possibilità, con presenza di frequenti pause ristoratrici, sono un ottimo modo per mantenersi in forma. 

La fascia mattutina dalle 7 alle 11, e quella pomeridiana dalle 18 alla sera, sono i momenti della giornata in cui è preferibile praticare delle attività fisiche e motorie.

Particolarmente raccomandata è la passeggiata serale. Diverse esperienze riportate dai pazienti suggeriscono, infatti, che arrivare la sera con un senso di stanchezza fisica dovuto alle diverse attività praticate durante il giorno accresce il senso di benessere riducendo la diversa sensazione di stanchezza dovuta all’astenia e all’ipotensione.

Questi suggerimenti vanno ridimensionati per le persone con Parkinson con maggiori gradi di disabilità e con una ridotta autonomia motoria. 

Per le persone con Parkinson impossibilitate a passeggiare, è comunque consigliato portarle sempre all’aria aperta ed in mezzo ad altre persone per diversi tratti della giornata, avendo sempre cura di farle bere spesso.

AVVERTENZA: Questo articolo ha carattere di divulgazione informativa, necessariamente generale. 
Le informazioni contenute, pur basate su studi scientifici, non sostituiscono il consulto personalizzato di un professionista pratico (neurologo, dietologo, medico di base). Pertanto, il lettore non è autorizzato a considerare quanto qui pubblicato come consulto medico, né a prenderlo a pretesto per curarsi da sé.

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