BUONA LETTURA:“I GATTI DELLA SIGNORA AUGUSTA E ALTRE STORIE SLOW DI CURA SOBRIA E RISPETTOSA”

La medicina che attualmente ci viene proposta è incentrata su visite specialistiche, esami di laboratorio e più accertamenti, spesso costosi. Modalità senza dubbio utili. Ma altrettanto importante, in una diagnosi, è conoscere e riflettere sul vissuto della persona. Perché? Ce lo ci spiega questo libro.

È una modalità che può consentire di trovare una soluzione di cura non aggressiva, sobria e rispettosa delle esigenze di chi ha necessità di intraprendere un percorso terapeutico a volte necessario per più anni, come nel caso della malattia di Parkinson.

In questo approccio alla cura, al centro del percorso decisionale non c’è il paziente ideale delle linee-guida e dei protocolli ospedalieri, ma la persona in quanto tale.

Nel caso delle pagine di questo libro, ci sono Augusta, con un tumore del retto e due gatti da accudire, Marta con un menisco rotto e un neonato da allattare, Giacomo con un mieloma, una vigna e sei dipendenti.

Storie di vita e racconti in prima persona, che suggeriscono un ribaltamento di prospettiva sulle modalità delle cure, sul rispetto dei valori e delle aspettative della persona malata, sul tempo necessario ad affrontare in modo adeguato i suoi problemi e sul valore dell’accompagnamento delle persone alla fine del loro viaggio terreno.

“I gatti della signora Augusta e altre storie slow di cura sobria e rispettosa” è un libro doppiamente utile:

  • per chiunque speri di avere, per sé e per i propri cari, una medicina interessata a curare quella specifica persona, interpretandola come unica e peculiare
  • per i professionisti della sanità che non si accontentano di applicare protocolli e disposizioni in modo indiscriminato, ma intendono restituire alla medicina il lato umano che la caratterizza.

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